Mostra del premio Giovani Talenti in Connessione

Prima edizione: 3 - 5 dicembre 2021

Giovani Talenti in Connessione è un premio artistico rivolto ai giovani dai 14 ai 26 anni, promosso dall’associazione culturale ALIdARTE.

Il progetto è stato ideato da Silvia Greggio, referente culturale dell’associazione, e coordinato insieme a
Gloria Borsoni, che ha curato la grafica e la comunicazione del premio.

 

Questa iniziativa, volta a potenziare l’offerta culturale per i giovani, ha avuto il patrocinio del Comune di Este e il contributo della Banca Prealpi SanBiagio.

 

Dal 3 al 5 dicembre 2021, la sala espositiva Turi Fedele di Este (ex Chiesetta dell’Annunziata) ha ospitato la mostra, organizzata da ALIdARTE, con le opere delle artiste e degli artisti vincitori di questa prima edizione del premio.

 

Visita questa pagina per rivedere le opere esposte e scoprire di più sui giovani partecipanti che hanno vinto il premio!

Gaetano La Rosa  ●  Marialinda Toriello  ●  Irene Morato  ●  Abdoulaye Toure
 
Federico Porro  ●  Giulia Zapparoli  ●  Giordan Giacomin  ●  Alice Tamiazzo
Gaetano La Rosa • Marialinda Toriello

 

Irene Morato • Abdoulaye Toure

 

Federico Porro • Giulia Zapparoli

 

Giordan Giacomin • Alice Tamiazzo
Gaetano La Rosa

Marialinda Toriello

Irene Morato

Abdoulaye Toure

Federico Porro

Giulia Zapparoli

Giordan Giacomin

Alice Tamiazzo
Illustrazione ▸ fascia d'età 14-19 anni

Gaetano La Rosa

Opera del premio:

L’ordine dinamico delle nostre azioni sulle relazioni nel mondo, penna e pantoni su carta, 145×50 cm, 2020

 

«Rappresenta il disordinato ordine delle relazioni che viviamo nel mondo.

Potete riconoscere diversi simboli delle più influenti nazioni. E delle relazioni che ho immaginato di rappresentare unendo icone architettoniche contemporanee e del passato, icone culinarie e simboli religiosi.

Rappresenta un viaggio nella fantasia delle relazioni e degli effetti delle nostre azioni sulle città. In questo disegno metto in sequenza città, fatti storici ed effetti futuri possibili legati ai cambiamenti climatici. (per esempio: possibile stravolgimento rappresentato da una Milano sott’acqua dovuto allo scioglimento della calotta polare, o di una Venezia in cui resta visibile solo la punta del campanile di San Marco).

C’è un filo conduttore tra presente e un futuro immaginato, in cui il simbolo della pace è l’auspicio che voglio condividere per costruire relazioni sociali e rapporti umani basati sulla bellezza delle città. »

Seconda opera esposta:

La città, china su carta riciclata, 29×42 cm, 2021

 

«La città di Parigi è stata sempre un mio sogno di visitarla. Ho fatto questo disegno casa su casa senza avere immagini davanti ma solo nella mente. Tanti sono i dettagli.

La città disegnata nasce pezzo dopo pezzo a cominciare dall’antico Trocadero, edificio scomparso per fare spazio all’esposizione universale del 1938. Il secondo monumento che ho fatto è Notre Dame immaginandolo nella fase di ricostruzione, nota la gru che monta una parte della magnifica foresta. Un inusuale posto che ho voluto rappresentare è la Gare Saint Lazre con i treni fumanti in arrivo ai binari. Un altro monumento rappresentato è la cattedrale del Sacro cuore che si trova a ridosso di Montmartre. La zona in basso a sinistra è caratterizzata dal quartiere de Île de la cite scelta come alto esempio tipico dello stile parigino. In basso a destra si trovano invece i campi di Marte, per disegnarli mi sono ispirato ai giardini di Versailles e alle forme dei giardini all’italiana. Ed è proprio dai campi di Marte che si erge la più imponente struttura la torre Eiffel con i suoi 324 metri di altezza ci ricorda ancora l’esposizione universale del 1889. Ho ascoltato la musica di Sakamoto e ho trasformato la sua musica in una città unendo calma e frenesia, ordine e disordine, silenzio e rumore, organizzazione e caos mi sono immaginato zone in questo disegno in cui si sente sempre il silenzio e altre molto rumorose. Ho lavorato un mese con una penna a china 0,1 su un foglio A3 di carta riciclata.»

Illustrazione ▸ fascia d'età 20-26 anni

Marialinda Toriello

Opera del premio:

Come vivremo insieme, illustrazione digitale, 50×70 cm, 2020

 

«Le persone e le connessioni del nostro tempo sono sempre più fragili, siamo sempre più soli e meno connessi anche se la tecnologia ci dà l’illusione di esserlo di più. »

Seconda opera esposta:

Mostri, illustrazione digitale, 30×40 cm, 2021

 

«E’ difficile abbandonare le corazze e scoprire i mostri che abitano all’interno del nostro corpo. E’ difficile presentarli a noi stessi, figuriamoci agli altri. Quest’opera è una riflessione sulla mente umana e le sue fragilità.»

Fotografia ▸ fascia d'età 14-19 anni

Irene Morato

Opera del premio:

Canto e discanto, stampa su tela, 30×40 cm, 2021

 

«In un mondo dominato dai social e dall’uso del cellulare le relazioni spesso si intraprendono tramite un schermo (figura centrale con smartphone in mano). Tramite i social facciamo sembrare la nostra vita e le nostre relazioni perfette; ci mostriamo il più possibile persone solari e felici (figura a sinistra) La realtà delle cose però può essere ben diversa: la felicità che mostriamo tramite lo schermo non corrisponde al nostro vero stato d’animo, un animo distrutto dalle aspettative e dallo stress della società moderna, o ferito da una brutta giornata (figura a destra). Le relazioni di oggi che intraprendiamo tramite uno schermo quindi sono spesso relazioni false, dove mostriamo un lato di noi (quello felice) che spesso usiamo per mascherare il nostro dolore per paura di essere giudicati. »

Seconda opera esposta:

Oltre, stampa su tela, 60×40 cm, 2021

 

«Cosa c’è oltre il mare?
Almeno una volta nella vita tutti noi ci siamo domandati cosa ci fosse al di là di quella massa di acqua così misteriosa, interminabile, ignota. Oltre il mare ci sono forse libertà, speranze, sicurezza? O forse sofferenze, odio, nemici? Il mare purtroppo in questo periodo è al centro di molte tragedie umane: migliaia di uomini … uomini che cercano una nuova vita oltre il mare, oltre il dolore, oltre la loro logora esistenza… muoiono o vengono respinti, “traditi” dalla realtà che desiderano.
Dedico quindi questa fotografia a tutti coloro che oltre il mare cercano salvezza, felicità, sogni, nella speranza che tutto questo ci sia davvero. »

Fotografia ▸ fascia d'età 20-26 anni

Abdoulaye Toure

Opera del premio:

Démb, stampa su tela su supporto di legno, 60×40 cm, 2020

 

Seconda opera esposta:

Xalaat, stampa su tela su supporto di legno, 60×40 cm, 2020

 

Entrambe parte della serie fotografia Démb.

 

«Sono nato e cresciuto a Guet-Ndar, un quartiere della città di Saint-Louis, a Nord del Senegal sulla Langue de Barbarie, lungo la costa dell’Oceano Atlantico.
« Démb » è una serie che parla del mio Paese, parla del mare e dell’essere insieme. « Démb » in wolof, la lingua che accomuna tutti i cittadini senegalesi, significa, in italiano, « ieri». La pesca rappresenta una delle attività economiche principali per il Senegal. I nostri genitori, e le generazioni prima di noi e di loro, da sempre continuano a trasmettere questo mestiere alle generazioni che vengono. Allo stesso tempo, ci trasmettono questo legame forte che si crea con la natura e soprattutto con il mare.
Sin da piccoli, come si vede in foto, i ragazzi giovani iniziano questa connessione con il mare ed iniziano a lavorare con i fratelli o altre figure più grandi. Il mare, allora, da una parte rappresenta un’attività per pescare quindi per guadagnare e per poter mangiare e dall’altra parte rappresenta uno dei bisogni primari dei bambini, di tutto il mondo, ovvero quello di giocare.
Infine, proprio la piroga è un elemento fondamentale per il mio Paese. Il nome Senegal, infatti, deriva dal wolof « Sunu Gal » che significa « Nostra Piroga » e, a mio avviso, ci ricorda che il cammino di vita è un percorso da condividere tutti insieme. »

Pittura ▸ fascia d'età 14-19 anni

Federico Porro

Opera del premio:

I pilastri della terra, pennarelli su carta, 35×45 cm, 2021

 

«Il quadro vuole rappresentare attraverso la tecnica del Caviardage la storia di Marc Chagall. La tecnica usata del caviardage consiste nel trovare delle parole estratte da una pagina casuale formando così una frase di senso compiuto. In questo caso la frase è “il pensiero abbandonò senso avvicinandosi a incubo” e fa riferimento alla storia della vita di Marc Chagall, costretto a trasferirsi in America durante la seconda guerra mondiale, che vede la sua città natale Vitebsk distrutta e la sua amata moglie morire. Nel periodo di pandemia nel quale ho realizzato il quadro vedevo una connessione tra la situazione che stavamo vivendo e la storia di Chagall anche lui privato delle suoi punti di riferimento, i suoi pilastri (Vitebsk e la moglie), una vita stravolta. La pagina è stata presa dal libro “La cruna dell’ago” di Ken Follett, ma il titolo dato all’opera “I pilastri della terra” mi sembrava più coerente con ciò che è raffigurato nel quadro.»

Pittura▸ fascia d'età 20-26 anni

Giulia Zapparoli

Opera del premio:

Intrecci, lineolografia, 20×30 cm, 2021

 

«L’opera, nata nel periodo di lockdown, vuole mettere in luce l’importanza delle relazioni tra le persone. Diversi profili di volti si articolano nello spazio intrecciandosi, evocando i concetti di dialogo, scambio, incontro, contatto: tutto ciò che è venuto a mancare durante l’emergenza covid-19 e che ora stiamo riscoprendo. Questa stampa vuole far riflettere su quanto siano importanti i rapporti umani; l’individuo non può pensare a sé stesso isolato, ma come parte integrante di una società. Da soli non si arriva da nessuna parte, solamente con gli altri possiamo realmente conoscere noi stessi. Bianco e nero, coppia di opposti, dialogano tra loro dando forma a incontri, contatti, ma anche vuoti e attese. L’intreccio di volti per essere compreso visivamente richiede tempo e attenzione, proprio come ogni legame e ogni rapporto umano.»

Seconda opera esposta:

L’inafferrabile scorrere del tempo, acrilico su carta, 110×35 cm, 2021

 

«L’opera vuole riflettere sui concetti di tempo e equilibrio.
Diverse mani si articolano nello spazio cercando di tenere in equilibrio delle sfere; queste ultime non vengono mai trattenute una volta per tutte, l’equilibrio che si crea è instabile e provvisorio, esse sfuggono.
Le mani si aggrovigliano tra loro in una tensione che mira al contatto con le sfere; gli intrecci di mani sottolineano l’importanza delle relazioni umane.

Il senso del tempo che scorre è amplificato dalla successione dei tre fogli in senso verticale, che crea una sequenza in tre fasi.»

Premio della critica ▸ Illustrazione

Giordan Giacomin

Opera del premio:

alla mia amante, inchiostro su cartoncino, 21x29cm, 2021

 

«Questa cartolina, da allegare alla zampa di un piccione viaggiatore dopo essersi informati sulla professionalità dell’uccello, va intesa come niente di serio, altrimenti si continua a piangere.

Ho segnato con piacere questo pezzo di carta con le mie linee nere per esprimere un messaggio oppure per esprimere la mia inettitudine nell’esprimere un messaggio, e ho disegnato semplicemente un’idea che, al momento, ancora nella mia testa, mi fece ridere, anzi, sorridere. E semplicemente vorrei far affiorare un sorriso sulle labbra di chi apprezza quest’opera.»

 

Seconda opera esposta:

arrivederci, inchiostro su cartoncino, 29x21cm, 2021

 

“Arrivederci gente, ci vediamo domani,
ciao amici e vicini lontani.
Non chiedo niente, non ditemi rimani,
divento un pesce, arrivederci umani.”

Premio della critica ▸ Fotografia

Alice Tamiazzo

Opera del premio:

Primordiale, stampa su pannello, 30×45 cm, 2021

 

«Questo scatto comunica la mia idea di relazione che ci dovrebbe essere tra Uomo e Natura. Un contatto innocente e nudo. Viviamo in un mondo, ormai, dove la Natura é contaminata dalle mani dell’uomo e nessuno, nel suo piccolo, contribuisce nella salvaguardia di essa. Ognuno di noi si dovrebbe impegnare a trattare la natura con rispetto! Se non lo facciamo, la Natura si vendicherà e gli esseri umani saranno gli unici responsabili!
La Terra é una sola! Trattiamola come si deve.»

Seconda opera esposta:

Soglia, stampa su pannello, 30×20 cm, 2021

 

«Ho deciso di rappresentare la soglia interiore. Quello che non riusciamo a superare perché si nasconde dentro di noi. Un qualcosa che non si riesce ad esternare appunto perché troppo personale ed intimo.»


Opera realizzata per un progetto d’esame. Doppia esposizione realizzata con Photoshop.

Entrambe le foto sono state scattate con una Sony a7, obiettivo zoom 28-70 (foto in bianco e nero), f3,5-5,6 e fisso 50mm, f1.8 (foto per il premio).